Occhi nella notte, Yamada Eimi

occhiRomanzo pubblicato nel 1985, Beddo taimu aizu, segnerà il debutto letterario di  Yamada Eimi (山田詠美), all’anagrafe Yamada Futaba. L’autrice era già nota come  mangaka, e con questo debutto sancirà la sua presenza fra gli scrittori del grande pubblico.  

Occhi nella notte racconta la storia di sesso e perché no, amore, fra Kim, giovane cantante giapponese di locali notturni, e Spoon, un soldato disertore afroamericano. La narrazione è in prima persona e ripercorrerà tutti gli avvenimenti di questa turbolenta storia di passione. Il fatto che le vicende siano narrate in prima persona, senza filtri di sorta, ma con una con un’alternanza di registri linguistici alti e bassi, ci fa vivere a pieno le reazioni emotive della protagonista che passerà da un’attrazione sfrenata fatta solo di sensi, ad un amore prepotente per questo soldato. I due si incontreranno in un bar alla base militare statunitense di Yokosuka presso Tokyo, e prima ancora di parlarsi, faranno l’amore. Successivamente, Spoon si trasferirà nell’appartamento di Kim e lì passeranno interminabili giornate fatte di sesso, cibo, droga e alcool, intervallate da litigi, il tutto accompagnato da un sottofondo di musica rap e blues che secondo me riporta il lettore alla realtà, l’atmosfera claustrofobica del romanzo infatti, ambientato soprattutto in camera da letto, ti angoscerà e non poco.

Come molti altri scrittori giovani della sua generazione (Murakami Haruki, Yoshimoto Banana, per citarne alcuni) la scrittura di Yamada si distingue per un’accessibilità tipica dei linguaggi massmediatici. La voce narrante interna alla protagonista, porta il lettore a una confidenza sentimentale molto vicina agli shojo manga, i fumetti per le ragazze, di cui Yamada era autrice per l’appunto. Il lettore sarà persuaso a provare tutto: rabbia, dolore, estasi, eccitazione, piacere, appartenenza e infine amore.

L’importanza letteraria di questo libro, risiede, secondo me, nel profilo psicologico e caratteriale della protagonista che è assolutamente in contrasto con il pensiero patriarcale comune più o meno in tutto il mondo: quello cioè secondo il quale una donna è prima figlia, poi madre e infine sposa o peggio, dove la donna è ridotta a oggetto erotico reticente dello stupro maschile. L’autrice ci presenterà quindi una donna moderna, emancipata, cosciente delle azioni che compie. Spoon sarà presentato invece come un baluardo contro i pregiudizi e il razzismo, ampiamente diffusi negli anni ottanta in Giappone. Tuttavia l’autrice riporterà a un immaginario convenzionale l’uomo amato da Kim, descrivendone la potenza fallico-fisica che sommata alla droga, alla violenza, all’infantilismo e alla musica faranno di lui un ragazzo come un altro.

Un romanzo buio, crudo, erotico e soffocante che ti si appiccica addosso fino alla fine.

Romina

Le immagini di questo articolo sono tratte da Google.

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