Lucenera

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Ho acquistato il libro alla fiera letteraria romana più libri più liberi e ho avuto la fortuna di incontrare l’autrice. Come saprete quando un illustratore è in fiera, di solito scrive dediche e realizza disegni direttamente dal vivo, un buon modo per conoscerlo e farsi dedicare il libro.

Ho preso Lucenera perché i disegni e il nome mi hanno stregata al primo sguardo: sembrano istantanee pittoriche, un susseguirsi di minuscoli quadri  che colorano il racconto. L’influenza impressionista ed espressionista è indubbia e un paesaggio dal respiro ampio, lascia molto spazio all’immaginazione.

Ho notato anche un chiaro richiamo alle atmosfere proposte da Gipi (illustratore contemporaneo), a dimostrazione che tutti noi siamo ispirati da ciò che fanno gli altri e per questo, dovremmo preoccuparci di produrre contenuti nostri che poi saranno lo scivolo verso verso la fantasia per un’altra persona.

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La prima graphic novel di Barbara Baldi: un’accortezza pittorica disinvolta, con tecnica mista acquerello e digitale. Credo che l’intenzione di Barbara fosse quella di comunicare attraverso i disegni più che con le parole, e la comunicazione è riuscita.

L’espressività di certi sguardi o di certe atmosfere, sono come una coperta di lana poggiata sulle spalle per scongiurare il freddo. In una delle tavole, la protagonista, Clara, cammina nel gelo di una tempesta di neve per andare a fare una commissione per i suoi padroni e in suo aiuto viene una carrozza… Per un attimo mi sono ritrovata in un romanzo di Charlotte Bronte, Jane Eyre per l’esattezza.

Un sapore antico e una storia emotivamente forte, in alcuni casi lacerante, come il rapporto fra due sorelle che si interrompe perché una delle due è ottusa ed egocentrica. L’abbandono dei cani amati per indigenza e la tenacia nel rimboccarsi le maniche e risollevare il destino della tenuta che la nonna ha lasciato in eredità a Clara, una ragazza nobile, abituata a trascorrere il suo tempo al clavicembalo e costretta dalle vicissitudini a lavorare la terra, e qui l’accostamento ad una Rossella Ohara con i capelli rossi è quasi immediato.

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Alcuni dettagli del racconto, come la storia d’amore mancata e il finale stesso, lasciano intendere che ci sia un seguito, perché non sono sviluppate come il resto della storia, che andando per temi, dedica diverse pagine ai diversi momenti della vita dei personaggi e ogni momento è ben scandito, i passaggi sono brevi ma conclusivi. Non tutte le storie hanno una fine esplicita come sappiamo, nonostante questo, spero che Barbara Baldi ne faccia un seguito, lo spero davvero.

Un carta ruvida da 170 grammi, un dettaglio che solo gli amanti dell’arte potranno apprezzare appieno. Diciamo pure che Igor Turveri non si fa parlare dietro in quanto a grafica ed estetica delle opere che pubblica, un gusto indubbio e generoso verso il lettore.

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Perché acquistarla? Perché i disegni sono da sindrome di Stendhal, stupefacenti, credo la più coinvolgente opera pittorica a fumetti che io abbia letto quest’anno. La storia poi, se come me amate i romanzi di Charlotte Brontë o Jane Austen, non potrà non abbracciarvi forte fino alla fine.

Buon anno nuovo con il primo post del 2018 e grazie per le condivisioni, i like e ogni genere di apprezzamento ricevuto.

Ja ne!

Romina

 

2 risposte a "Lucenera"

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