Gli anni dolci

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gli anni dolci 1Mettiamo il caso che arriviate a poco più di trentacinque anni ritrovandovi a sbattere contro, per pura casualità più e più volte, al vostro professore del liceo che ad occhio e croce avrà settant’anni. Se vi rendete conto fra un incontro e l’altro che il vecchietto vi piace, che fate?

Non so voi, ma Tsukiko decide di seguire il suo cuore, e quelli che sono incontri informali con Matsumoto san, il suo vecchio professore di giapponese, finiscono per diventare attimi d’amore. Incontri dove si butta giù talmente tanto alcol che ho temuto di avere fra le mani le vicende degli alcolisti anonimi, piuttosto che Gli anni dolci; per poi capire, leggendo, che l’imbarazzo in qualche modo deve essere affogato, in questo caso nella bumba, per capirci.

Passeggiate nei mercatini delle pulci, gite fuori porta per raccogliere funghi, ricordi passati che lasciano il posto al presente: tutto fa da cornice ad una storia tenera e buffa al  tempo stesso.

Leggendo gli anni dolci ho compreso, che un uomo giapponese di settantanni, sarà galante e formale ben oltre il tempo del corteggiamento, e che nel nostro primo momento di intimità, se mi dovesse venire naturale chiamarlo “Prof”, lui mi risponderà: “Che bel seno” e poi basta. Stop. Dormire.

C’è qualcosa di più imbarazzante e perverso di chiamare qualcuno Prof. mentre lui ti palpa il seno sodo con le mani raggrinzite?

gli anni dolci 2

Al di là delle piccole cadute di stile, di cui come sappiamo la realtà è piena, il libro è poetico e formale come solo i giapponesi sanno essere e se vi interessa, sappiate che la sceneggiatura della graphic novel è tratta dal romanzo di Hiromi Kawakami: La cartella del professore. 


La voce narrante del primo volume è scritta graficamente male, farete fatica a leggerla, nel secondo volume è stata corretta e la lettura è agevole. Tutto il libro è in bianco e nero, peccato, perché i disegni sono bellissimi e vederli a colori sarebbe stato stupendo.

La storia è composta da due volumi: il secondo volume è il proseguo del primo.

Ja ne! (Alla prossima!)

Rominabarra sotto

2 risposte a "Gli anni dolci"

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